Nuova Diga Foranea di Genova, affondato il ventiduesimo cassone
- Raggiunto il chilometro di lunghezza complessiva
- Oltre 1.000 lavoratori impegnati in un’opera che unisce innovazione e lavorazioni offshore
Genova, 26 maggio 2026 – Avanzano a ritmo sostenuto le operazioni di realizzazione della Nuova Diga Foranea di Genova. È stata completata con successo la posa del ventiduesimo cassone, a soli tre giorni dall’affondo del ventunesimo. Con questa operazione, la nuova diga raggiunge inoltre il traguardo simbolico del chilometro di lunghezza complessiva, confermando la solidità dell’impianto esecutivo messo in piedi dal Consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
Parallelamente alla posa dei cassoni, proseguono anche le attività di consolidamento del fondale, fase fondamentale per assicurare stabilità e durabilità all’infrastruttura. Il cantiere opera con continuità, 7 giorni su 7, con lavorazioni ad alta complessità che integrano tecnologie avanzate e competenze altamente specialistiche.
Sono oltre 1.000 i lavoratori coinvolti oggi nel progetto, impegnati ogni giorno in un sistema integrato di attività che unisce professionalità diverse: ingegneri, tecnici, operatori marittimi, sommozzatori, personale specializzato nelle lavorazioni offshore e nella logistica portuale. Un impegno corale che rappresenta anche un’importante occasione di valorizzazione delle professioni del mare, patrimonio identitario del territorio genovese, oggi reinterpretato in chiave moderna, con standard elevati di sicurezza, innovazione e formazione.
La Nuova Diga Foranea si conferma così non solo un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del porto e della città, ma anche un grande progetto industriale capace di generare competenze, occupazione qualificata e valore per il sistema paese.
Una volta ultimata, insieme al Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi–Nodo di Genova, realizzato anche questo da Webuild, il progetto è destinato a garantire inoltre centralità al porto ligure nei flussi commerciali del Nord Italia e in Europa, rafforzandone la competitività e l’adeguamento del suo sistema portuale alle nuove dinamiche del traffico marittimo internazionale.

